Vedere un bambino che cammina con i piedi rivolti verso l'interno può generare molti dubbi. A volte si nota fin dai primi passi, altre compare di più correndo, quando si stanca o quando cammina scalzo per casa.
In molti casi, questo modo di camminare rientra nel normale sviluppo della deambulazione infantile. Il piede di un bambino non è un piede adulto in miniatura: sta crescendo, adattandosi e imparando a coordinarsi con il resto del corpo.
Per questo, prima di pensare a correggere, conviene osservare. Non tutti i bambini che rivolgono i piedi verso l'interno camminando hanno bisogno di un trattamento, ma ci sono dei segnali che aiutano a capire quando consultare uno specialista.
Cosa significa camminare con i piedi rivolti verso l'interno
Camminare con i piedi rivolti verso l'interno significa che, avanzando, uno o entrambi i piedi puntano verso la linea mediana del corpo invece di orientarsi in avanti. Questo fenomeno viene solitamente chiamato intrarotazione della marcia o, in modo più comune, “rivolgere i piedi verso l'interno camminando”.
Anche se visivamente sembra un problema del piede, spesso l'origine non si trova solo lì. L'orientamento del piede mentre si cammina può dipendere dalla posizione dell'anca, del femore, della tibia o dalla forma stessa del piede.
Per questo è importante guardare il bambino nel suo insieme: come cammina, come corre, come si siede, se inciampa, se prova dolore e se la deambulazione cambia con la crescita.
3 cause principali per cui un bambino rivolge i piedi verso l'interno camminando
La marcia con i piedi rivolti verso l'interno può avere diverse cause. Alcune sono frequenti durante l'infanzia e tendono a migliorare in modo progressivo.
1. Antiversione femorale
L'antiversione femorale si verifica quando il femore ha un orientamento più ruotato in avanti. Questo può far sì che le ginocchia e i piedi si dirigano verso l'interno camminando o correndo.
Si osserva spesso nei bambini che, inoltre, tendono a sedersi nella postura a “W” o che corrono con le gambe leggermente orientate verso l'interno. In molti casi fa parte dello sviluppo e cambia con la crescita.
2. Torsione tibiale interna
La torsione tibiale interna compare quando la tibia presenta una rotazione verso l'interno. In questi casi può sembrare che il piede ruoti verso l'interno anche se l'anca è ben allineata.
È piuttosto frequente nei bambini piccoli e di solito migliora durante i primi anni, man mano che la deambulazione diventa più stabile e matura.
3. Metatarso addotto
Il metatarso addotto interessa la forma del piede. La parte anteriore del piede si curva verso l'interno, come se l'avampiede guardasse verso la linea mediana.
Può essere flessibile o più rigido. Quando il piede è flessibile e si muove bene, spesso richiede solo osservazione. Se la deviazione è marcata, rigida o non migliora, conviene valutarla.
È normale che un bambino cammini con i piedi rivolti verso l'interno?
In molti casi sì, può essere normale. Soprattutto se il bambino non prova dolore, gioca normalmente, non evita di camminare e la deambulazione migliora poco a poco.
La deambulazione infantile non è matura fin dal primo giorno. Quando un bambino inizia a camminare, sta ancora sviluppando equilibrio, forza, coordinazione e controllo del movimento.
Per questo, durante i primi anni possono comparire schemi che attirano l'attenzione: piedi verso l'interno, piedi verso l'esterno, passi insicuri, base d'appoggio ampia o cadute frequenti nelle prime fasi.
L'importante non è solo come appaiono i piedi, ma come funziona il bambino nella sua quotidianità.
A che età si corregge da solo?
Dipende dalla causa e da ogni bambino. Non tutte le intrarotazioni hanno la stessa origine né evolvono allo stesso ritmo.
Verso i 3-4 anni la deambulazione tende ad assomigliare di più a quella adulta, anche se alcuni aspetti come la coordinazione, la lunghezza del passo, l'efficienza e il controllo continuano a maturare più a lungo, all'incirca fino ai 7 anni.
La torsione tibiale interna di solito migliora durante i primi anni dell'infanzia. L'antiversione femorale può rimanere visibile più a lungo, soprattutto correndo o sedendosi, e tende a ridursi in modo progressivo con la crescita.
Per questo non conviene fissare un'età esatta come limite rigido. È più utile osservare se la deambulazione migliora, se il bambino acquista sicurezza, se inciampa di meno e se non compaiono fastidi.
7 segnali per capire quando consultare uno specialista

Anche se camminare con i piedi rivolti verso l'interno è frequente nell'infanzia, ci sono dei segnali che conviene controllare.
Consulta un podologo pediatrico, un pediatra o uno specialista se:
1. C'è dolore camminando, correndo o giocando
Il dolore non dovrebbe essere normalizzato. Se il bambino lamenta fastidi ai piedi, alle gambe, alle ginocchia o alle anche, conviene valutarlo.
2. Compare zoppia
Una deambulazione chiaramente irregolare, soprattutto se compare all'improvviso o persiste, necessita di una valutazione.
3. Cade o inciampa molto
È normale che i bambini piccoli cadano mentre imparano, ma se le cadute sono molto frequenti o interferiscono con il gioco, conviene osservarlo.
4. Rivolge verso l'interno un solo piede
Quando l'intrarotazione è molto marcata su un solo lato, è consigliabile valutare se esista qualche asimmetria.
5. La deambulazione peggiora con il tempo
Se, invece di migliorare, rivolge i piedi sempre di più verso l'interno o cammina peggio, è meglio consultare uno specialista.
6. C'è rigidità nel piede o difficoltà a muoverlo
Un piede flessibile di solito preoccupa meno di un piede rigido, dolente o con poca mobilità.
7. Evita di camminare o chiede spesso di essere preso in braccio
Se il bambino evita di muoversi, si stanca molto o rifiuta di camminare, potrebbe esserci qualcosa di più di una semplice fase dello sviluppo.
3 trattamenti abituali: servono le scarpe ortopediche?

Per molto tempo sono state usate scarpe rigide o plantari con l'idea di correggere i piedi rivolti verso l'interno. Ma non tutti i casi necessitano di questo tipo di intervento.
Se la causa è nell'anca o nella tibia, una scarpa rigida non modifica la rotazione dell'osso. Può cambiare l'aspetto dell'appoggio mentre il bambino la indossa, ma non sempre corregge l'origine dello schema.
1. Osservazione e monitoraggio
In molti casi, il primo trattamento è osservare l'evoluzione. Se il bambino non prova dolore, gioca normalmente e la deambulazione migliora poco a poco, può darsi che abbia bisogno solo di monitoraggio.
Osservare non significa non fare nulla. Significa rispettare i tempi dello sviluppo e verificare se compaiono cambiamenti importanti.
2. Calzature rispettose e senza rigidità inutili
La calzatura non dovrebbe forzare né bloccare il piede. La sua funzione dovrebbe essere proteggere, accompagnare e permettere al bambino di continuare a muoversi liberamente.
In un bambino che cammina con i piedi rivolti verso l'interno, conviene verificare che la scarpa non stia aggiungendo più rigidità o più pressione.
Una calzatura infantile rispettosa dovrebbe avere:
-
una punta ampia, in modo che le dita non siano compresse,
-
una suola flessibile, che permetta il movimento naturale del piede,
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drop 0, cioè la stessa altezza al tallone e all'avampiede,
-
peso ridotto,
-
una buona calzata, senza stringere né lasciare che il piede balli,
-
una taglia adeguata, con margine sufficiente ma senza eccessi,
-
assenza di strutture rigide non necessarie.
L'obiettivo non è che la scarpa “raddrizzi” il piede, ma che non limiti lo sviluppo del movimento.
3. Plantari o trattamento specifico solo se indicato
I plantari possono avere senso in casi specifici, ma non tutti i bambini che rivolgono i piedi verso l'interno camminando ne hanno bisogno.
Prima di prescriverli, bisogna valutare l'età, l'origine dell'intrarotazione, la mobilità, il dolore, la stabilità, il tipo di appoggio e l'evoluzione. Usarli senza necessità può non apportare benefici reali.
4 cose che puoi osservare a casa
A casa si possono osservare alcuni dettagli semplici senza ossessionarsi.
1. Come cammina scalzo
Vedere il bambino scalzo può aiutare a capire se rivolge i piedi verso l'interno sempre o se lo fa di più con certe scarpe.
Se con una calzatura specifica inciampa di più, trascina i piedi o cammina in modo strano, può darsi che quella scarpa non stia accompagnando bene il suo movimento.
2. Come corre
L'intrarotazione si nota solitamente di più correndo. Il bambino va più veloce, ha meno controllo del gesto e può accentuare la rotazione verso l'interno.
Non è sempre preoccupante. Ma se si accompagna a molte cadute, dolore o rifiuto del gioco, conviene consultare uno specialista.
3. Come si siede
Anche il modo di sedersi fornisce informazioni. Alcuni bambini con tendenza all'intrarotazione si siedono spesso nella postura a W perché la trovano stabile e comoda.
Non serve allarmarsi se lo fanno di tanto in tanto, ma conviene offrire delle alternative se è la loro postura abituale.
4. Come consuma le scarpe
Il consumo della scarpa può dare degli indizi, anche se da solo non serve a fare una diagnosi. Se deforma sempre la stessa zona, se il tallone cede molto o se una scarpa si consuma più dell'altra, può essere utile segnalarlo durante una valutazione.
3 posture che conviene evitare a casa
Non si tratta di proibire né di correggere il bambino tutto il giorno. L'obiettivo è offrirgli varietà di movimento.
Il corpo infantile ha bisogno di esplorare molte posizioni per sviluppare forza, mobilità e controllo. Se un bambino si siede sempre allo stesso modo, gioca sempre allo stesso modo o cerca sempre la stessa postura, può rafforzare certi schemi.
1. Sedersi a W per molto tempo
La postura a W è quella in cui il bambino si siede con le ginocchia in avanti e i piedi verso i lati.
Molti bambini la usano perché dà loro molta stabilità e non sempre riusciremo a farla limitare del tutto, soprattutto se è una postura che trovano comoda. Per questo, più che sgridare o correggere di continuo, può essere più utile offrire alternative e accompagnarlo con esercizi che favoriscano la rotazione esterna dell'anca.
L'idea è che non sia la sua postura principale per lunghi periodi e che il bambino abbia altri modi di sedersi e muoversi:
“Cambiamo le gambe.”
“Prova a sederti con le gambe in avanti.”
“Ora mettiti di lato per un po'.”
Inoltre, si possono introdurre giochi ed esercizi semplici che lavorino sull'apertura dell'anca, sempre adattati alla sua età e senza forzare.
2. Sedersi sempre con le gambe verso lo stesso lato
Alcuni bambini si siedono con entrambe le gambe piegate verso un lato. Se usano sempre lo stesso lato, può esserci meno varietà di movimento e una maggiore tendenza a ripetere gli stessi appoggi.
L'ideale è invitarli ad alternare le posture senza trasformarlo in una correzione costante.
3. Rimanere a lungo nella stessa posizione
Giocare a terra è positivo, ma conviene che il bambino cambi postura: seduto, in ginocchio, accovacciato, a pancia in giù, di lato o in piedi.
La varietà aiuta più di una postura “perfetta”.
Cosa fare se tuo figlio cammina con i piedi rivolti verso l'interno
Se tuo figlio cammina con i piedi rivolti verso l'interno, la prima cosa è osservare la sua evoluzione.
Puoi aiutarlo con misure semplici:
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permettere il movimento libero,
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lasciarlo camminare scalzo in ambienti sicuri,
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evitare calzature rigide, strette o pesanti,
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scegliere scarpe flessibili e con punta ampia,
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incoraggiare giochi attivi,
-
offrire varietà di posture quando si siede,
-
consultare uno specialista se c'è dolore, cadute ripetute, zoppia o molta asimmetria.
Non si tratta di correggere per il gusto di correggere, ma di capire se quella deambulazione fa parte del suo sviluppo o se necessita di una valutazione più specifica.
Conclusione
Camminare con i piedi rivolti verso l'interno è frequente nell'infanzia e spesso migliora con la crescita. Può derivare dal piede, dalla tibia, dall'anca o dal processo stesso di maturazione della deambulazione.
La chiave sta nell'osservare come evolve il bambino, evitare soluzioni rigide senza necessità e scegliere una calzatura che permetta al piede di muoversi senza pressioni inutili.
Accompagnare bene lo sviluppo non sempre significa intervenire di più. A volte significa dare spazio, permettere il movimento e saper riconoscere quando consultare uno specialista.
Metti alla prova
Rispondi alle domande per verificare quanto sai.
1. Cosa significa che un bambino cammina con i piedi rivolti verso l'interno?
2. Quale può essere una causa frequente del camminare con i piedi rivolti verso l'interno?
3. Quale postura conviene non mantenere come postura principale per lunghi periodi?
4. Quando conviene consultare uno specialista?
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